«La base dell’assemblea sinodale della Cei, svoltasi in Vaticano, ha bocciato il testo presentato dalla dirigenza e dunque viene tutto rinviato all’assemblea del 25 ottobre». Lo si legge, senza troppi giri di parole, nel comunicato dell’agenzia Ansa, ed era certamente prevedibile, viste le richieste di chiarimento su alcuni temi considerati spinosi che negli ultimi cinque anni di questo “lungo” cammino sinodale non avevano convinto la maggior parte dei rappresentanti chiamati a votarne le Proposizioni.
Il documento conclusivo della seconda Assemblea sinodale delle Chiese in Italia sarà così sottoposto a votazione il 25 ottobre, in concomitanza con il Giubileo delle équipe sinodali e degli Organismi di partecipazione. A ciò seguirà la fase di ricezione.
Questa decisione è stata presa attraverso una mozione votata e approvata dai circa mille partecipanti all’assemblea, che si sono riuniti per discutere le 50 Proposizioni che hanno guidato i lavori. Inoltre, durante il Consiglio episcopale permanente della sera precedente, è stata approvata all’unanimità la decisione di posticipare a novembre l’Assemblea della Cei, precedentemente prevista per maggio.
Un rinvio che forse non tutti si aspettavano e che potrebbe essere sensibilmente maturato in considerazione delle non ancora ottimali condizioni di salute di Papa Francesco.
Il Pontefice stesso aveva inviato in questi giorni un messaggio ai partecipanti alla seconda Assemblea sinodale delle Chiese in Italia, invitando tutti a lasciarsi «guidare dall’armonia creativa che è generata dallo Spirito Santo»; «La Chiesa – aveva ricordato Francesco – non è fatta di maggioranze o minoranze, ma del santo popolo fedele di Dio che cammina nella storia illuminato dalla Parola e dallo Spirito. Andate avanti con gioia e sapienza!».
Tra i temi dove è stato registrato un maggior numero di obiezioni, quelli riguardanti l’accompagnamento delle persone in situazioni affettive particolari e la responsabilità ecclesiale e pastorale delle donne.
Insomma, un Sinodo che appare contraddistinto dalla metaforica e omerica immagine della “tela di Penelope”, tessuta, scucita e ritessuta in attesa del ritorno di Ulisse!
Foto: tratta dal web
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